Il Cav. al processo Mediaset: "C'è una magistratura che lavora contro il paese"

Si è conclusa l'udienza del processo per la compravendita dei diritti televisivi di Mediaset che vede in aula anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. La prossima è stata fissata per il 13 giugno. Con una breve ordinanza i giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano hanno ridotto la lista testi presentata dai difensori di Silvio Berlusconi da settantacinque a venti. Leggi tutti gli articoli del Foglio sul "caso Ruby"
16 AGO 20
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Si è conclusa l'udienza del processo per la compravendita dei diritti televisivi di Mediaset che vede in aula anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. La prossima è stata fissata per il 13 giugno. Con una breve ordinanza i giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano hanno ridotto la lista testi presentata dai difensori di Silvio Berlusconi da settantacinque a venti.
Berlusconi è entrato nell'aula della prima Corte d'Assise d'Appello questa mattina, accolto da numerosi sostenitori che hanno creato una sorta di comizio del Pdl. E' la prima volta che il premier partecipa all'udienza dibattimentale davanti ai giudici della prima sezione penale del tribunale. Due settimane fa aveva seguito l'udienza preliminare del caso Mediatrade.
Il Cav. si è fermato a parlare con i giornalisti: "Nemmeno per sogno, ma che condanna. C'è una magistratura che lavora contro il paese. In uno stato civile le intercettazioni non possono essere portate a processo perché manipolabili. Siccome c'è da fare poco al governo sono qui a trovare un'occupazione. Su di me è stato gettato fango incredibile. Un fango incredibile che viene su di me che in fondo sono un signore ricco, ma che viene su tutto il paese"